Thursday, 30 December 2010

Fine feste... giá

Sono appena rincasata a Londra dopo un lungo viaggio di ritorno da Roma. Certe volte mi viene da pensare se non sarebbe piú facile tornare a casa a piedi. Voglio dire, ho poggiato la valigia sul pavimento dell'appartamento londinese a mezzanotte in punto, e avevo lasciato casa a Roma alle 16.00. Ora lasciamo perdere che ho guadagnato un'ora dato il fuso orario, comunque ci ho messo 9 ore a tornare a casa, da porta a porta. Non é forse un gran giro di Maria Cazzetta per un volo di poco piú di 2 ore?
Mi viene sempre un po' di rabbia quando torno a Londra dopo aver passato dei giorni a Roma. Penso sempre che la mia visita non sia durata abbastanza, che ho probabilmente tralasciato il dire e fare qualcosa che avrei dovuto dire e fare mentre ero in Italia, mi rode perché miviene subito la mancanza dei miei, e poi di solito a Londra fanno almeno 5 o 6 gradi di meno (nella migliore delle circostanze), spesso piove anche, e arrivo stanca col prospetto di dovermi alzare presto per andare a lavoro il giorno dopo. Tra la stanchezza, il rodimento e un po' di malinconia, il rientro a casa a Londra non é mai particolarmente piacevole.
Poi stasera mi sento chiamare mentre trascinavo i bagagli su e giú per le scale che devo fare per arrivare a casa, era la padrona dell'appartamento del piano terra. Mi dice che hanno provato a scassinare ed entrare, ma non hanno preso nulla. Che pelotas... ma proprio stasera? La polizia non si raccapezza e le dice per telefono che hanno giá risposto alla chiamata e hanno fatto un sopraluogo. Lei mi chiede di aspettare con lei un po' e intanto dice al centralinista della Polizia che i poliziotti che dicono di aver fatto i rilievi mentono perché lei é lá che li aspetta da un po' e non si sono ancora presentati. Si risolve con un 'oops, la poliza é andata ad un altro indirizzo' e basta attendere un'altra oretta che si faranno vivi. Porca miseria 'sti Inglesi che precisione eh? Chissá a chi sono andati a far visita poco prima della mezzanotte dicendo che qualcuno ha notato un tentativo di scasso, e soprattutto che bravi a non arrivare dopo la seconda chiamata di sollecito per almeno un'ora. Fortuna che probabilmente é stato solo un atto di vandalismo. Ora c'é un carpentire tuttofare un po' sfigato che sta rattoppando il buco nella porta a vetri del piano terra. Fuori fa un freddo cane, é molto umido e mi sa che per lui come per me, le feste sono finite. Andiamo in pace...

Sunday, 19 December 2010

E nevica ancora a Londra

E scende dal cielo di brutto.

Stamane mi sono svegliata e fuori c'era questa scena.

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Sembra di stare in Lapponia! Mancano solo le renne...


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Wednesday, 8 December 2010

Paure infantili

Ho appena avuto un ricordo di un film che mi terrorizzava quendo ero piccolina. Terrorizzata ma non scoraggiata dal guardarlo a ripetizione. Il Ladro di Bagdad era spesso in TV e no so se mi terrorizzava di piú la dea Kalí con le sei braccia e il volto austero, il genio della lampada con le unghie dei piedi decisamente da limare, o peggio il ragno gigante che Sinbad sconfigge dopo un'avvincente lotta sulla sua ragnatela. Questo film, del lontano 1940, secondo me ha ancora cosí tanta magia e carattere da far invidia a qualunque nuovo film per bambini, ma ha quella marcia in piú che oggi si é persa, l'elemento terrificante. Io avevo una gran strizza ma cavolo se mi piaceva.





D'altro canto invece c'é un film, o meglio un personaggio, che in teoria non avrebbe dovuto farmi paura, ma che invece mi inquietava assai. Mary Poppins.... brrrr. La scena alla fine della canzone "basta un poco di zucchero e la pillola va giú" in particolare metteva Mary Poppins in una luce assai strana, per non dire macabra. Lo so che non era quella l'intenzione, ma una che ha un'immagine allo specchio che vive di vita propria, beh, insomma.... non era affatto rassicurante, mi sembrava piú che altro un lupo travestito da agnello. Gulp...



Saturday, 4 December 2010

Friday, 3 December 2010

Neve e neve

Questa é la scena che mi si é presentata uscendo di casa stamattina per andare a lavoro.

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E alla fine, al ritorno a casa...

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