Thursday, 30 December 2010

Fine feste... giá

Sono appena rincasata a Londra dopo un lungo viaggio di ritorno da Roma. Certe volte mi viene da pensare se non sarebbe piú facile tornare a casa a piedi. Voglio dire, ho poggiato la valigia sul pavimento dell'appartamento londinese a mezzanotte in punto, e avevo lasciato casa a Roma alle 16.00. Ora lasciamo perdere che ho guadagnato un'ora dato il fuso orario, comunque ci ho messo 9 ore a tornare a casa, da porta a porta. Non é forse un gran giro di Maria Cazzetta per un volo di poco piú di 2 ore?
Mi viene sempre un po' di rabbia quando torno a Londra dopo aver passato dei giorni a Roma. Penso sempre che la mia visita non sia durata abbastanza, che ho probabilmente tralasciato il dire e fare qualcosa che avrei dovuto dire e fare mentre ero in Italia, mi rode perché miviene subito la mancanza dei miei, e poi di solito a Londra fanno almeno 5 o 6 gradi di meno (nella migliore delle circostanze), spesso piove anche, e arrivo stanca col prospetto di dovermi alzare presto per andare a lavoro il giorno dopo. Tra la stanchezza, il rodimento e un po' di malinconia, il rientro a casa a Londra non é mai particolarmente piacevole.
Poi stasera mi sento chiamare mentre trascinavo i bagagli su e giú per le scale che devo fare per arrivare a casa, era la padrona dell'appartamento del piano terra. Mi dice che hanno provato a scassinare ed entrare, ma non hanno preso nulla. Che pelotas... ma proprio stasera? La polizia non si raccapezza e le dice per telefono che hanno giá risposto alla chiamata e hanno fatto un sopraluogo. Lei mi chiede di aspettare con lei un po' e intanto dice al centralinista della Polizia che i poliziotti che dicono di aver fatto i rilievi mentono perché lei é lá che li aspetta da un po' e non si sono ancora presentati. Si risolve con un 'oops, la poliza é andata ad un altro indirizzo' e basta attendere un'altra oretta che si faranno vivi. Porca miseria 'sti Inglesi che precisione eh? Chissá a chi sono andati a far visita poco prima della mezzanotte dicendo che qualcuno ha notato un tentativo di scasso, e soprattutto che bravi a non arrivare dopo la seconda chiamata di sollecito per almeno un'ora. Fortuna che probabilmente é stato solo un atto di vandalismo. Ora c'é un carpentire tuttofare un po' sfigato che sta rattoppando il buco nella porta a vetri del piano terra. Fuori fa un freddo cane, é molto umido e mi sa che per lui come per me, le feste sono finite. Andiamo in pace...

Sunday, 19 December 2010

E nevica ancora a Londra

E scende dal cielo di brutto.

Stamane mi sono svegliata e fuori c'era questa scena.


Sembra di stare in Lapponia! Mancano solo le renne...



Wednesday, 8 December 2010

Paure infantili

Ho appena avuto un ricordo di un film che mi terrorizzava quendo ero piccolina. Terrorizzata ma non scoraggiata dal guardarlo a ripetizione. Il Ladro di Bagdad era spesso in TV e no so se mi terrorizzava di piú la dea Kalí con le sei braccia e il volto austero, il genio della lampada con le unghie dei piedi decisamente da limare, o peggio il ragno gigante che Sinbad sconfigge dopo un'avvincente lotta sulla sua ragnatela. Questo film, del lontano 1940, secondo me ha ancora cosí tanta magia e carattere da far invidia a qualunque nuovo film per bambini, ma ha quella marcia in piú che oggi si é persa, l'elemento terrificante. Io avevo una gran strizza ma cavolo se mi piaceva.





D'altro canto invece c'é un film, o meglio un personaggio, che in teoria non avrebbe dovuto farmi paura, ma che invece mi inquietava assai. Mary Poppins.... brrrr. La scena alla fine della canzone "basta un poco di zucchero e la pillola va giú" in particolare metteva Mary Poppins in una luce assai strana, per non dire macabra. Lo so che non era quella l'intenzione, ma una che ha un'immagine allo specchio che vive di vita propria, beh, insomma.... non era affatto rassicurante, mi sembrava piú che altro un lupo travestito da agnello. Gulp...



Saturday, 4 December 2010

Friday, 3 December 2010

Neve e neve

Questa é la scena che mi si é presentata uscendo di casa stamattina per andare a lavoro.



                                                                                              
E alla fine, al ritorno a casa...

Tuesday, 30 November 2010

Scende dal cielo

Soffice e bianca, scende la neve dal cielo.

Questa mattina mi sono alzata alle 7.30 per andare a fare la mia ultima visita dall'Ortopedico al Queen Elizabeth Hospital e al mio risveglio Londra era coperta da uno strato di almeno 3 centimetri di neve. Non so a che ora sia iniziato a nevicare, ma alle 7.30 scendeva alla grande e non si é ancora fermata, per cui secondo me il paesaggio resterá bianco per qualche giorno. L'anno scorso c'erano stati svariati problemi a Londra per via della neve. Era mancato il sale da mettere sulle strade, non si sa come ma sono riusciuti a non farselo bastare per tutta Londra. I trasporti, che giá vanno in panne se tira un'alito di vento, se fanno due gocce di pioggia o se cadono due foglie a terra, erano andati in tilt completamente e molta gente non é riuscita a raggiungere il posto di lavoro. La cosa puó sembrare spassosa se te ne stai a casa al calduccio, ma se ti trovi per strada bloccato tra casa e ufficio c'é poco di spassoso nel battere i denti e fare l'appello dei santi nel calendario.

Va beh, sempre se non scivolo sulla strada ghiacciata (ormai vista la sfiga che mi ha inseguito per due anni tanto vale che ci scherzo su) dovrei essere quasi del tutto in forma per Gennaio. Mi mancano ancora da far riprendere delle fasce del quadricipide, che al momento é una specie di bicipide allargato e allungato, ma tutto sommato l'osso sta bene, quindi l'Ortopedico mi ha ufficialmente dimessa. Alé.

Friday, 26 November 2010

Per fare un tavolo

Ok é tardissimo, sono l'una e quarantuno di notte ora locale a Londra. Ho un sonno che mi si porta, ma sto scrivendo come una pazza dopo che la mia giornata se n'é andata tra un meeting a lavoro, cazzi vari giornalieri, un po' di lavoro di traduzione e boh... quello che succede tra un momento che guardi l'orologio e un momento dopo che lo riguardi e ti rendi conto che sono passate tre ore. Meno male che domani ho il giorno libero cosí mi posso rimettere a scrivere e tradurre.
Sto cercando di scrivere un altro racconto breve che incorpora delle filastrocche per bambini e mentre me le rispolvero (sia in Italiano che in Inglese dato che l'ho iniziato a scrivere in Inglese, ma c'é caso che poi decida di tradurlo in Italiano) ne ho trovate di carine su youtube... eccone una geniale.
Buona notte




Wednesday, 24 November 2010

Strane Crisalidi

Anteprima del meraviglioso disegno di copertina fatto da Leomacs per il mio libro di racconti "Strane Crisalidi" di imminente uscita (Aletti Editore).

L'immagine di copertina si riferisce al racconto Popped Out. Il personaggio ritratto si chiama Allen Allen. É l'incompiuto protagonista di un romanzo che esce dalle pagine del manoscritto alla ricerca del suo autore Kelvin Popp, che, per cause di forza maggiore, ha interrotto la scrittura del suo romanzo prima di finire la descrizione fisica di Allen (per questo ha il viso solo abbozzato)...

Se date un'occhiata al mio primissimo post di questo blog trovere un breve estratto della storia.

Natale a casa Silveri

Sono riuscita ad avere dei giorni per tornare a casa a Natale. Hurrá! Ho appena prenotato il biglietto aereo. Mi é costato una fortuna, il prezzo é salito di settanta Sterline da ieri a oggi, un furto! Ma alla fine Natale é cosí, non si scappa. Se avessi potuto programmare meglio avrei preso il biglietto prima. Sono contenta di aver scelto la British Airways invece della Ryanair. Infatti credo che a meno che la Ryanair non inizi a dar via voli a 1 Euro andata e ritorno difficilmente rivedrá le mie chiappe sui suoi sedili. Inutile dire che le compagnie low cost sono una mezza trappola. Si gli aerei funzionano e ti portano dal punto A al punto B, ma come? E soprattutto, una volta aggiunte le tasse aeroportuali e tutta un'altra serie di tasse RIDICOLE, ti ritrovi con un biglietto non proprio low-cost. In piú devi correre a prenderti il posto, ti devi portare il pranzo al sacco a meno che non vuoi pagare 10 euro per un hot dog di plastica e una lattina nana di coca cola (e io non mangio né hot dog e né bevo bibite gassate, salvo rare occasioni), per non parlare del fatto che hai le ginocchia parcheggiate accanto alle orecchie per la durata del volo e il piú delle volte parti e arrivi in ritardo. Se posso evitare le compagnie low cost adesso le evito come la peste bubbonica. Dopo anni di Ryanair ora dico 'Ave British Airways' che mi dai da mangiare e da bere, che mi assegni un posto in aereo, che mi fai portare una valigia di dimensioni e peso decenti, che mi offri sedili comodi e che parti e arrivi in orario, e se non riesci, ti prendi la responsabilitá.

Non vedo l'ora di stare a casa con i miei. Ho trascorso l'estate con la gamba infortunata e non é stata una vacanza. Mio padre ha da circa un mese finito con le chemio e le operazioni e ora si sta riprendendo. Ho bisogno di passare del tempo con lui che é la mia roccia, e con mia sorella che é ancora mezza zoppa dal suo infortunio alla gamba (sono stati due anni di ospedali a casa Silveri... manco la jella nera!), e anche con mia madre, anche se non fa che incazzarsi per tutto, pure per le cazzate che si inventa da sola e poi si autoconvince siano vere. Poi mi manca la mia nonnina, una delle persone piú buone al mondo, che ora ha l'Alzheimer purtroppo e confonde le persone, si intreccia col cervello, eppure sorride sempre e per questo io l'adoro. Il mio librino di racconti dovrebbe uscire in tempo per Natale e se ce la faccio magari faccio anche una presentazione da qualche parte, ma non sará facile organizzarsi con meno di un mese a disposizione. Il mio amico Francesco Fareri ha avuto un bambino un mese fa e non vedo l'ora di vederlo e coccolarlo. E poi sarebbe bello vedere tutti gli altri amici che non sono riuscita a vedere durante l'estate. Mi mancano tutti.

Insomma, manca un mese a Natale e non vedo l'ora di tornare a casa!

Saturday, 13 November 2010

Zombie di sera...

Da quando ho visto l'episodio pilota di Walking Dead ho deciso che dovevo assolutamente leggere anche i fumetti. Detto fatto, mi sono immersa nella lettura della saga post-apocalittica di Robert Kirkman. Una gran figata. Peccato che ho una gran paura irrazionale degli zombie (nata quando a 11 anni vidi L'Alba dei Morti Viventi di Romero, che mi fece fare incubi per delle settimane), o forse non é un peccato perché la paura é stimolante.

Il fumetto ha dei tempi molto piú veloci della serie TV, ma é giusto che sia cosí. Ora sono molto avanti con la conoscenza degli eventi, e senza rovinarvi il gusto dandovi degli spoliers, vi dico solo che piú la storia va avanti e piú si sprofonda nelle paure e nelle passioni basilari umane, che sono la vera motrice della storia, al di lá dei lenti non viventi mugugnanti. Inutile dire che la lettura é talmente appassionante che ci si immerge nella storia, e inutile anche dire che sono due notti che faccio incubi in cui spacco la testa di zombie che cercano in tutti i modi di afferrarmi. Da paura!

Friday, 5 November 2010

La correzione delle bozze e le riscritture mi torturano!

Come in ogni arte o professione che si rispetti, nella scrittura ci sono due lati della medaglia nettamente distinti e separati. Quello idilliaco della creazione, del buttare giú le idee e vederle prendere forma, e quello decisamente meno idilliaco, se non infernale, del dover mettere quelle idee a posto, ripulire le sbavature, correggere gli errori, cercare di azzeccare congiuntivi, le virgole, la consecutio temporum, eliminare le ripetizioni, affinare il pensiero e in generale assicurarsi che la parte divertente del processo creativo sia anche decente e presentabile. Si dice prima il dovere e poi il piacere, per ovvie ragioni ció non avviene nella scrittura. É sempre prima il piacere di scrivere e poi il dovere di fare ordine e mettere a posto.

Sto sistemando i racconti che mi verranno pubblicati dalla Aletti per la mia raccolta che si intitolerá "Strane Crisalidi," che tra l'altro avrá una copertina fighissima disegnata dal mitico Leomacs, e sto diventando pazza. E pensare che sono una gran puntigliosa e trovo errori ovunque quando leggo la roba degli altri. Come mai leggendo la mia scovo gli errori solo dopo la milionesima lettura? Ora ho praticamente imparato i miei racconti a memoria e mi sento come uno di quei cantastorie medioevali che non sapevano né leggere e né scrivere ma erano delle enciclopedie narrative ambulanti. Per non parlare della scenggiatura che sto scrivendo (quella sul cuoco strano) che sta decisamente prendendo forma, ma ogni volta che riprendo a scrivere dopo aver lasciato per qualche giorno, devo rileggere tutto e ci metto almeno un paio d'ore a rientrare nel mood di quando ho interrotto, e nel rileggere finisco col memorizzare le batture e le descrizioni. Questa é una cosa del tutto malsana perché poi diventa davvero difficile tagliare battute e scene...

Insomma, il tutto é un processo tanto bello quanto laborioso, una dolce tortura.

Wednesday, 3 November 2010

Come un cane che si morde la coda...

Se avessi una coda vera credo che mi ritroverei letteralmente a cercare di morderla e a rincorrermi tutti il giorno.
Il festival del cinema di Londra é finito, e invece di andare in pace il lavoro continua e davvero non da tregua. Non ce la faccio neanche a raccontare gli ultimi giorni, post-festival, dico solo che abbiamo avuto Bruce Springsteen di persona a lavoro da noi al BFI per la presentazione del suo film/documentario Promise: Making of Darkness e io (che avevo il giorno libero e un biglietto giá prenotato) non ce l'ho fatta ad andare a vederlo. Non per qualche ragione trascendentale, ma semplicemente ero cosí stanca sfinita da non riuscire neanche a mettermi le scarpe e a trovare la forza per andare. Dico solo questo! Ora dovrei essere a nanna visto che la mia settimana lavorativa é a malapena iniziata e vista la baraonda che si prospetta a lavoro sarebbe meglio riposare arti e cervello... ma mi sono messa a scrivere... che ci posso fare, uno non puó accendere e spegnere l'ispirazione a piacimento. Meno male che sto scrivendo solo un raccontino breve, e ora ho messo un punto da cui posso riprendere domani.
Detto questo vado a nanna perché se no inizio davvero a vaneggiare.
Buona notte!

Tuesday, 19 October 2010

The nerd in me is a nerd indeed

Per chi di voi non conosce World of Warcraft... andate a informarvi. Per chi conosce il gioco, saprete che é uno dei MMORPG piú popolari al mondo. Le espansioni stanno facendo crescere il gioco sempre di piú e la prossima, in uscita il 7 Dicembre, si chiama Cataclysm. Questo é il trailer che ha realizzato Blizzard, la compagnia che porta WoW nelle case di milioni di persone, per presentare la prossima espansione.

Vi dico solo che per scaricare l'ultimo patch, che é di preparazione all'espansione, ci ho messo circa 6 ore, quarto d'ora piú o quarto d'ora meno. Il gioco é stato giá semi-rivoluzionato, tutte le classi sono state resettate e dotate di incantesimi nuovi e diversi e anche i talent trees sono stati cambiati. Io ho la bellezza di 10 personaggi sul mio server, Hellscream, tutti nella Alliance, per cui mi do da sola una pacca sulle spalle e mi faccio in bocca al lupo. I miei personaggi principali sono una Hunter (Felina) e una Warlock (Kika) ed entrambe le classi sono state nerfed di brutto. Niente piú mana per la mia cacciatrice, e per la mia Warlockina niente soul shards, non come prima comunque. Deglutisco piú volte all'idea di dover ri-imparare a giocare. Imamgino lo scopo della Blizzard sia proprio quello di rilanciare il gioco con tante novitá cosí da riattirare quelli che si stavano annoiando a fare sempre le stesse cose. Personalmente non mi annoiavo, ma mi rendo conto che stava diventando un po' monotono. Voglio dire, io gioco quando ho tempo, ma c'é gente (e non sono solo i quattordicenni) che sta attaccata nella matrice worldofwarcraftiana dalla mattina alla sera, o anche tutta la notte.

Anche se non ve ne puó fregare di meno di videogiochi, guardatevi questo trailer perché é meraviglioso. La Blizzard sono anni che dice di voler realizzare un film (lungometraggio) di WoW e pare abbiano anche ingaggiato Sam Raimi per dirigerlo. L'unica cosa che non mi convince é che lo vogliono girare con gli attori veri, un live action per intenderci, mentre secondo me con una buona sceneggiatura si potrebbe tirare fuori un capolavoro di CGI. Questo trailer basterebbe a convincere chiunque. Dato che é un gioco fantasy con un sacco di eventi spettacolari, e dato che Lord of the Rings ha giá strabiliato, perché cercare di creare un evento simile? Io punterei al CGI, che sicuramente richiederbbe tre o quattro anni di duro lavoro, ma sai che figata?! Purtroppo io non sono Blizzard e neanche Sam Raimi e non ho voce in capitolo.

Sunday, 17 October 2010

Il London Film Festival

Sono tornata a lavoro e sono stata proiettata nel caos del London Film festival, organizzato dalla compagnia per cui lavoro, niente popó di meno che il British Film Institute. Suona molto pomposo ma faccio un lavoro un semplice, oscillando tra box office e amministrazione.
Il Festival dura 2 settimane, é iniziato il 13 e finirá il 28. Nel corso di queste due settimane avremo a che fare con registi, attori, produttori e un saccaccio di film. In linea di massima é una baraonda semi-organizzata (sembra sia molto difficile coordinare tanta gente che va é viene) frequentata soprattutto, ma non solo, da accaniti cinefili pronti a tutto per vedere i film in anteprima, e nel caso dei gala (le premiere col tappeto rosso, i fotografi e i divi) sono ancora piú accaniti perché vogliono poter camminare sul tappeto rosso a seguito delle star per poter dire "io c'ero". Dal mio punto di vista, ovvero con un piede dentro al Festival, la scena ha del divertente, grottesco a volte, e anche del disperato. Non completamante in senso negativo, ma c'é questa generale necessitá di sentirsi vicini ai divi, di poter respirare la stessa aria che respirano, godere della luce dei riflettori, che mi fa sorridere e fare spallucce. I fotografi sono la cosa che osservo di piú. Mi ricordano dei piranha che assaliscono una preda, dove la preda sono i divi e i denti dei piranha i flash delle loro potenti macchine fotografiche. E la cosa divertente é vedere le reazioni degli attori famosi. Sul viso di alcuni si legge proprio la voglia di essere al centro dell'attenzione, di essere fotografati. Anche il mettersi in posa é stato provato e riprovato, e diventa impeccabile. Per altri posare per i fotografi é invece un fastidio, una necessitá pubblicitaria che accompagna la presentazione del film, ma che si sbrigano a compiacere con poche pose. Ogni tanto capita anche un attore che gioca con i fotografi e col pubblico. L'anno scorso ho visto Keanu Reeves fare una cosa che gli ha fatto guadagnare un sacco di punti simpatia, ma proprio tanti. Era venuto a seguito del film Anvil: the story of Anvil, che non ha a che fare con lui, se non per il fatto che gli piace la band e ha voluto presentare il film per darne risonanza. Essendo un documentario su un vecchio gruppo metal ormai scivolato nell'oblio sicuramente il suo endorsement é stato una bella spinta. Quindi oltre a essermi giá simpatico di suo e per aver appoggiato il documentario sugli Anvil, ha fatto anche un'altra cosa figa: si é presentato senza pompa magna, vestito casual, ha fatto un cenno ai fotografi che sarebbe tornato a farsi fotografare, ma prima é entrato nel cinema, ha salutato i fan dentro al cinema, ha firmato autografi, poi é uscito, ha salutato i fan che erano fuori al bordo della passerella dietro alle transenne e poi si é lasciato fotografare. Poche pose, un paio di saluti e via dentro a vedere il film. Un mito. Magari fossero tutti cosí. Altre cose che mi fanno sorridere sono le dive che indossano bellissimi vestiti scollati in un periodo in cui a Londra fa un gran freddo e resistono stringendo i denti in sorrisi smaglianti per farsi fotografare nei loro Gucci, Prada, Cavalli ecc. e poi le vedi entrare nel cinema con il naso rosso per la reazione alla temperatura del locale. Sono anche loro essere umani per caritá, soffrono il freddo come i comuni mortali, e chiaramente anche le presentazioni con tanto di passerella sono parte del loro lavoro, ma sono soggette a talmente tante attenzioni da parte dei fotografi, dei paparazzi (la razza bastarda) e degli innumerevoli fans. Sicuramente un sogno per chi vuole l'attenzione su di sé, ma in caso contrario la vedo proprio una cosa pesante.
Lunedí vado a vdere il film Meek's Cutoff e non vedo l'ora. Innanzituttto é un tipo di Wetern diverso, interessante, introspettivo invece del classico spaghetti Western a cui siamo abituati. E poi ha il mio attore preferito del momento, Bruce Greenwood, che é un caratterista di grandissimo talento con un curriculum mostruoso che lo ha visto interpretare i ruoli piú disparati, buoni cattivi, Presidenti degli USA (lui che é Canadese), vari personaggi in ruoli di comando, padri, mariti, un po' di tutto insomma. E l'unico altro film che so che vedró al Festival é Draquila, di Sabina Guzzanti. I miei gentitori sono della provincia dell'Aquila, per cui questo film mi tocca un argomento davvero caro. Spero di riuscire a vedere anche altri film, ma non sará un'impresa facile, non solo perché non sono rimasti molti biglietti, ma soprattutto perché sto sempre a lavoro al box office, ma proveró.

Tuesday, 12 October 2010

Inception e il Bianconiglio di The Matrix.

Non é mia intenzione recensire ogni film che vedo, ma per quelli che trovo interessanti, o molto belli o molto brutti vorrei condividere i miei pensieri. Ho scritto giá una sorta di recensione sul mio blog Inglese. Non leggetela se non avete visto il film. Qua vorrei piú che altro mettere una sorta di puntini sulle "i". E non leggete neanche questo post se non avete ancora visto Inception.

Il film secondo me va visto. É girato molto bene, il CGI non é invadente, né ovvio. Ha delle scenografie meravigliose e se siete appassionati di architettura probabilmente avrete un mezzo orgasmo visivo. Se vi piacciono i film d'azione, allora é uno di quelli da aggiungere alla lista da vedere, sicuramente. Se non vi dispiace un eroe con conflitti interiori, allora Inception decisamente fa al caso vostro, e se siete anche propensi a una storia d'amore ce n'é anche per voi. Infine se vi piace un film che vi dia da pensare e scombussoli un pochino i vostri neuroni, allora andate alla grande.

Christopher Nolan ha scritto e diretto un film che piú o meno incapsula tutte queste qualitá. Ha delle scene d'azione mozzafiato e con un cast come quello che ha riesce a creare una bella atmosfera, una storia umana all'interno di un film di fantascienza, senza la necessitá di costumi futuristici o occhiali da sole. Non era un riferimento velato a The Matrix. Infatti Inception direi che rubacchia da The Matrix un bel po' di tutto (tranne gli occhiali da sole), dalla storia al "come" questa si svolge, tematiche e meccaniche per intenderci. Ma non voglio riscrivere quello che ho giá scritto in Inglese. Il film mi é piacicchiato e un giorno lo rivedró anche, ma mentre per il primo Matrix sono stata trasportata nella tana del Bianconiglio assieme a Neo senza mai voltarmi indietro, in Inception mi sono trovata a farmi mille domande e a inciampare nel percorso della storia piú volte. Credo sia perché per cercare di mantenere la scenggiatura abbastanza vaga da farci credere alla magia Nolan abbia dovuto far accadere le cose, invece di lasciarle accadere. Parlo proprio della forzatura in cui molti film incappano quando raccontano una storia. Vi sará capitato di vedere dei film in cui succedono o si dicono cose che vi fanno soffermare un attimo e pensare "io non avrei fatto cosí" o "io non avrei detto cosí". Ecco quelli sono i momenti in cui anche se la storia é ambientata su Marte nel 3010 la parte umana di noi ci dice che ci sono delle regole della nostra natura da cui non si trascende. Se una cosa non suona giusta ma avviene lo stesso in una storia, vuol dire che chi l'ha scritta ha forzato la mano per trascendere quelle regole umane. Secondo me é quello che succede in Inception, che resta un film meraviglioso, ma non mi convince. Ed ecco le mie domande piú ardenti

1. Il personaggio di Ellen Page é una giovane e promettente studentessa di Architettura acqua e sapone. Una di quelle che sicuramente fará carriera, e segue Di Caprio (che per lei é un perfetto sconosciuto) senza battere ciglio in una missione che lui stesso chiama "illegale." Perché? Perché si fida? Se mi si proponesse una cosa strana e illegale, prima ancora di conoscere la storia che c'é dietro, prima ancora di vedere il lato allettante, la remunerazione, io direi subito a Di Caprio di andarsi a fare un giro. La proposta é piú o meno come l'incipit di The Matrix, ma da un punto di vista di storia in Matrix la proposta viene fatta al protagonista (non a un personaggio secondario) e Neo stesso sa che questa non é solo un evento casuale, sospettava giá ci fosse qualcosa sotto, e accetta per curiositá e per necessitá, perché vuole sapere, non a scatola chiusa come avviene in Inception.

2. La meccania del "sogno collettivo" non é spiegata minimamente, per cui noi del pubblico ce la dobbiamo bere e basta. C'é una macchina contenuta in una valigetta, da cui sbucano dei tubi per un sedativo da ingnettare in intravena. Ok, quello é per dormire, ma come viene collegato il subconscio di una persona con quello di un'altra cosí da poter condividere lo stesso sogno?

3. Il punto focale della storia, una cosa che i cinefili conosco con il termine Mac Guffin (l'oggetto che crea tensione nella trama e la fa muovere), é un virus chiamato "idea". L'idea non puó essere contenuta, né controllata, né distrutta, né protetta. Essa é talmente potente che per poterla domare bisogna usare una serie di escamotage, anche solo per poterla controllare e guidare, questo é appunto l'Inception. Un momento. Le idee sono davvero tutte cosí forti? Forti sicuramente. Specie le idee fisse, e nella natura umana sappiamo che ce ne sono certe che tornano in continuazione e non ce le scrolliamo mai di dosso. Ma non é vero che non possono essere sradicate o dimenticate. Da scrittrice vi dico con certezza che se potessi ricordare anche l'80% di tutte le idee che mi vengono, adesso mangerei in testa a Stephen King! Le idee vanno e vengono, e per quanto mi riguarda posso testimoniare che sono in tante ad andare e a cancellarsi dall'hard disk che chiamiamo materia grigia. Per cui se mi si da come dato di fatto che le idee sono irremovibili, ermetiche e indistruttibili allora faccio un primo ruzzolone seguendo il Bianconiglio nella sua tana.

4. La moneta di scambio in questo film, é il subconscio di un uomo giovane e ricco che eredita l'impero costruito dal padre, una corporation cosí grande e potente da poter diventare una superpotenza. Un suo rivale, in una mossa di spionaggio industriale che é piú terrorismo del pensiero che altro, decide di piantare l'idea di dover distruggere l'impero del padre nel subconscio del giovane erede. E per assicurarsi che l'operazione verrá portata a termine partecipa personalmente all'Inception. Il suo volto dunque é mostrato al giovane erede, vittima dell'Inception. Ma se nella realtá i due sono grandi magnati di due grandi corporation, perché il giovane non riconosce subito il suo avversario? Voglio dire, se Rupert Murdoch mi si presentasse in sogno e facesse finta di essere un fornaio che mi vuole vendere una pagnotta muffa, io saprei benissimo che non é un fornaio maldestro, ma il padrone assoluto della Fox e tante altre belle cose. Per cui anche lá un pochino la storia fa acqua.

A parte queste cosette che mi hanno fatto vacillare la sospensione dell'incredulitá (traduco il termine Inglese suspension of disbelief) il film ha davvero un cast di tutto rispetto e va visto anche solo per godere della sua spettacolaritá. Ma vi avverto, vi ritroverete a paragonarlo a The Matrix in continuazione...

Sunday, 10 October 2010

10-10-10

Congratulazioni! É il 10-10-10... 


Hai vinto un calcio in culo e una pacca sulle spalle!

Friday, 8 October 2010

Alice in Wonderland (1903)


Una vera chicca per cinefili e amanti di Alice nel Paese delle meraviglie. Questo é la primissima riduzione cinematografica del capolavoro di Carroll. É assolutamente un film meraviglioso, poetico, buffo, ingegnoso...

Tuesday, 5 October 2010

Wonderland - quando Alice se ne andó

Questa é una meravigliosa raccolta di storie a fumetti sui personaggi di Alice in Wonderland, dopo che la giovane assaggiatrice se ne andó dal Paese delle Meraviglie.

Ho avuto modo di dare una sbirciata a tutte le storie e vi dico che é assolutamente fenomenale.

Ho scritto il testo per il racconto di Humpty Dumpty che é disegnato dal sempre mitico Leomacs.

Non vedo l'ora di mettere le mani su questa raccolta!
(Nicola Pesce Ed.)














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Il sito NPE

Monday, 4 October 2010

London Calling

Sono appena riapprodata a Londra dopo una settimanella a Roma. Mi sono voluta donare un'appendice di vacanza dopo che la mia estate era stata completamente obliterata dal mio ginocchio rotto.
Il tempo a Londra, che ve lo dico a fa, fa schifo. Pioggia, grigio e umiditá di quella che si infiltra proprio nei pori delle ossa. Se da vecchia non mi vengono i reumatismi sará un miracolo!

Comunque ieri ho passato una bellissima serata in compagnia di persone splendidamente creative e soprattutto molto simpatiche e carine, you know who you are fumettari meravigliosi, dopo aver trascorso un pomeriggio a fare i bagni di folla al Romics... porca miseria che bolgia infernale! Ma i bagni di folla faranno bene alla pelle come i bagni di fango? Temo di no... Proporrei di spostare Romics in un luogo tipo Woodstock cosí uno puó fare i bagni di fango assieme a quelli di folla...

Friday, 1 October 2010

eromA

Un po' una riflessione cosí... ma mi cimento nell'argomento e poi spero di non riprenderlo piú perché é una di quelle cose... quelle... sapete che intendo...
evoL...
        ruomA...
                     eromA
Mi rifiuto di scriverla come si deve. Cosa pericolosa, da usare decisamente con cautela, puó avere effetti indesiderati e in alcuni casi puó portare a gravi conseguenze per la salute.
Amare... va beh che poi non si finisce mai di imparare come si fa. I "come" sono tanti quanto i "quanto." Non a caso la saggia poetessa Elizabeth Barret-Browning diceva in una delle poesie d'amore piú belle mai scritte, e per tanto anche piú sputtanate e riciclate (e mi accodo a fare altrettanto) "How I love thee, let me count the ways" (Quanto ti amo, lascia che ne conti i modi). Ieri sera, parlando con Amal, donna geniale e dalle mille risorse, mi sono trovata a raccontarle dei miei vecchi amori. Beh, fondamentalmente é uno. Solo uno, che ormai ho in un certo qual modo metabolizzato. Infatti per me conta come uno scontrino vecchio del supermercato, che vuoi o non vuoi ti riciccia sempre in tasca. Quando lo leggi ti ricorda che al supermercato ci sei passata, hai fatto quell'acquisto, l'hai cucinato, ma ora fondamentalmente l'hai digerito. In Inghilterra si userebbe un'altra metafora, che in realtá é anche piú consona al caso. Questo vecchio amore é un "bad penny," una moneta rovinata, fai di tutto per liberartene ma in un modo o nell'altro te la ritrovi sempre in tasca. Forse per me é piú una questione di bad penny che non di scontrino, perché quello almeno prima o poi o viene lavato per sbaglio con i pantaloni in lavatrice, o si scolorisce e si logora di suo e in qualche modo te ne liberi, invece del bad penny no. E infatti prima o poi mi ritrovo a raccontarlo. É un vecchio amore che mi ha lasciato qualche cicatrice e una piú profonda conoscenza di me, quindi conta, suo malgrado, in funzione di me... Ma stendiamo un velo pietoso che é meglio. Anche perché dopo il bad penny c'é stato un bell'amore, che peró é nato (e lo sapevo pure) non come un placido affluente diretto verso il mare, ma come una cascata che sarebbe colata a picco. Sará per questo che al momento sento che il mio amore egoistico, per intenderci quello che ci teniamo per noi, per sentirci bene, non va verso chi ma verso cosa. Perché quel tipo di eromA non ti tradisce, non ti lascia, non ti fa soffrire, non ti sconvolge, non ti rivoluziona la vita, ma te la fa apprezzare. Amo tanto i silenzi, come avevo scritto nel mio post precedente, quelli notturni, riflessivi. Amo le cose semplici, cose anche stupide, amo il qui ed ora. Amo come certe volte in un breve momento di calma mi sento viva e reale, mentre nella maggior parte del tempo vado di corsa e ignoro di essere tale. E in quei momenti amo come il mio io conscio si senta illuminato. Come quando mi incanto nel vuoto e mi sento tranquilla assorbita dal nulla. Ma poi riapro gli occhi e mi catapulto nella realtá, dove si corre, si lavora, non c'é tempo per incantarsi e sentirsi illuminati. Sará per questo che amo sognare. Non tanto ad occhi aperti quanto il vero sogno, il trip notturno naturale, con i sui cicli cerebrali con tanto di REM. Amo sognare perché spesso ricordo i miei sogni. Il mio inconscio mi racconta delle favole e mi mette nel cast come protagonista, che voglio di piú dalla vita! Amo come a volte mi metto a scrivere e non so dove voglio andare a parare...

Tuesday, 28 September 2010

Nocturnes

Sono a Roma, é l'una e mezza di notte passata* e questa é l'ora in cui di solito sto per andare a dormire ma vengo letteralmente assalita da una miriade di idee. Se cerco di ignorarle si trasformano in dispettosissimi gremlins che non mi fanno dormire. Mi ritrovo letteralmente a girarmi nel letto come se avessi l'orticaria e alla fine mi devo alzare a scriverle se no non mi danno pace.

Non so cos'ha la notte che non ha il giorno, a parte l'assenza di luce... doh... Forse la bellezza é nell'occhio di chi guarda anche in questo caso. La notte é piú affascinante perché sono io che sono diversa. Insomma, o sei piú vivo la mattina o sei piú vivo la sera. Io sono sempre stata un mezzo zombie la mattina, mentre la sera mi accendo. Mio padre mi racconta spesso di come da piccola lo torturavo la sera/notte perché non volevo andare a dormire e un paio di volte si é addormentato in piedi poggiato al muro con me in braccio mentre tentava di cullarmi per farmi prendere sonno. Per fortuna non soffro di insonnia, una volta che si spegne l'interruttore del conscio, l'inconscio va a ruota libera e prosegue fino alle (tarde) ore del mattino, rasentando spesso l'ora di pranzo. Non sono un early bird e non lo saró mai. Mi godo la notte e i pensieri notturni, mi godo il silenzio della cittá che dorme, sia questa Roma o Londra.

Sono quasi le 2am, meglio che vada se no domani mi alzo tardi e non é il caso perché ho tanto da fare.



* Il blog é sincronizzato con l'ora del mio pc, e dato che vivo a Londra l'orologio é sfasato di un'ora. Qualcuno dovrebbe pensare a come far aggiornare l'ora del blog in base all'ora locale. Insomma se uno viaggia, come fa a bloggare mantenendo l'ora di dove si trova?





Friday, 17 September 2010

Una giornata per niente particolare

Ci sono giorni in cui non succede niente. Infatti sono la maggioranza. Oggi é uno di quelli. Non vanno festeggiati, né celebrati, niente pacche sulle spalle, anzi forse mi toccherebbe una tiratina d'orecchie perché non ho combinato gran che. Oltre a scoprire le gioie di FarmVille e FrontierVille su Facebook (forse ero l'unica tra i miei amici a non partecipare alla raccolta di fragole e melanzane fatte di pixel) ho combinato ben poco. Un paio d'ore di ginnastica per rinforzare i muscoli della gamba, che si sono atrofizzati dopo aver subito a Giugno una frattura del piatto tibiale che mi ha completamente annientato l'estate. Visto un film di pseudo fantascinza/horror, The Invasion, con Nicole Kidman. A me lei non piace gran che, ma in questo film non é che dovesse fare molto. É uno dei remake del classico "Invasion of the body snatchers," decisamente non uno dei migliori. Sfruttando lo stesso concetto non sono riusciti, secondo me, a creare abbastanza dramma o terrore, la parte di fantascienza era piú o meno giá fornita dall'originale, il film gode di una scenggiatura mediocre con le solite sviolinate hollywoodiane e il lieto fine, ma almeno ha una bella fotografia. Ho guardato il film mentre facevo ginnastica, con pause qua e lá, e per me é cosa inconsueta perché di solito se guardo un film gli do la mia attenzione completa. Evidentemente non mi aveva preso molto. E a parte raccogliere fragole in Farmville, ho scritto un pochino (forse due pagine) della mia sceneggiatura sul cuoco col lavoro interessante. Sta prendendo forma e ne sono lieta, ma sono solo a pagina 35, ce ne vorrá prima di finirla. E poi mi toccheranno le riscritture, che sono benvenute come un impalatore alla porta coi paletti in mano.
Ora vado a scrivere un altro paio di paginette.

Sunday, 12 September 2010

Rocky Horror

"Don't dream it... be-e-e it, don't dream it... beee-e-e it..."
Mi sono messa ad ascoltare il CD del Rocky Horror Picture Show (conosco ogni battuta del film a memoria, ció fa di me una nerd di serie A?). E insomma, once upon a time mi divertivo a sketchare il grande Tim Curry in veste di Frank-N-Furter. Credo la cosa sia nata dal fatto che avevo fatto un mezzo disegno brutto di lui nei panni di Shakespeare per un mio vecchio articolo e mi ero fatta prendere la mano. Avevo persino fatto due paginette di comic strip con Frank come personaggio che dei matti di una fanzine Americana del Rocky Horror mi avevano pubblicato. L'ho appena risketchato per vedere se mi ricordavo come lo facevo. Non sono una disegnatrice e non lo saró mai, ma una volta scrivevo tutto a mano e sai com'é, con carta e penna in mano la voglia di fare scarabocchi ti viene. Da quando scrivo solo al computer (tantissimi anni ormai) non scarabocchio piú, quindi questo mezzo sketch di Frank nasce dalla nostalgia sia per carta e penna che per il Rocky Horror...

Non ho lo scanner per cui l'ho fotografato... piú principianti di cosí si muore.

Ridatemi Sam!!

Non so se avete presente la voce narrante (funzione text-to-speech) della Microsoft 'Sam'. Beh, per me era parte integrante della mia scrittura. Usando un programma come Final Draft (per scrivere sceneggiature) torna molto utile avere una voce che legge quello che hai scritto, mentre puoi comodamente chiudere gli occhi e ascoltare sapendo che non sarai giudicato, che la voce saprá esprimere esattamente quello che c'é sulla pagina rispettando le virgole, le pause, e anche facendo "oooh" dove tu hai scritto "oh". Questa era la simpatica e diligente voce di Sam, il narratore di Microsoft per Vista ed XP. Ora, ho da poco acquistato un nuovo pc che ha Windows 7.... e scopro che Sam é stato sostituito da una voce di donna, a detta della Microsoft perché é una voce piú realistica. Innanzitutto io non avevo nessun problema con quella di Sam, anche se un po' artefatta alla Stephen Hawking era perfettamente accettabile. La voce di donna, che si chiama Anna, é irritante, legge davvero male e non aiuta minimamente. Questo é lo scambio di divergenze che é avvenuto tra me e lei, e per lei intendo tra me e me mentre gridavo al computer cercando di scaricare da internet la vecchia voce di Sam (ancora non ho avuto successo, ma non mi arrendo).


Anna:  Cos'é quello spazietto bianco dopo il punto?


Me:  É una pausa Anna.


Anna:  Sivabbeh.


Me:  No, Anna, non "sivabbeh" é una pausa e ti devi fermare per prendere fiato.


Anna:  Ma sei scema, sono una voce artefatta, sono una macchina, non ho bisogno di  riprendere fiato.


Me:  É vero, hai ragione, allora vai pure, leggi tutte le 110 pagine della sceneggiatura tutte d'un fiato. Non ti fermare alle virgole, e decisamente non ti fermare al punto. Infatti sai che facciamo? Riscrivo tutta la sceneggiatura senza punteggiatura, a James Joyce piacerebbe. Che ne dici Anna?


Anna:  L'idea mi piace, ma sento del sarcasmo nella tua voce.


Me:  Sarcasmo io? Sarcastica te! Aggressiva passiva che non sei altro!


Anna:  Sivabbeh.


Me:  NOO, no, sivabbeh... (al mio assistente Office) ma chi me l'ha mandata questa? Dove l'avete trovata? Cosa ne avete fatto di Sam? Ridatemelo... solo lui mi capisce, capisce le pause, non inghiottisce le parole e la punteggiatura... (e gridando in faccia ad Anna) e non fa il sarcastico se lo setto per leggere piú lentamente, e sopratutto Sam le parole le s-c-a-n-d-i-s-c-e tutte...


Anna:  Sivvabbeh... 


In questo momento mi sento come se avessero rapito il mio miglior amico e mi avessero chiusa nella casa del Grande Fratello con una che si fa di estasi a colazione, di cocaina a pranzo e di crystal meth a cena... Fatemi uscire!!! Anna, esci dalla mia vita, io rivoglio Sam!

Saturday, 11 September 2010

Orson Welles, 8 days before his death 1985

Vedendo questo video non faccio che pensare a quanto genio sprecato, e pure non é che Orson Welles non lo conosca nessuno o sia poi di nicchia. Pensare quanto altro ci avrebbe potuto dare se Hollywood l'avesse lasciato fare. E la cosa triste é che lo sapeva anche lui... mentre Hollywood ancora non l'ha capito. Ma il mondo del Cinema non é solo Hollywood. E vorrei intonare un mio "I have a dream" o perché no anche un "Imagine" pensando a un mondo cinematografico perfetto dove ai grandi autori (registi, scrittori, attori, cinematografi, ecc.) é permesso esprimere la loro arte senza essere condizonati da product placement o indagini di mercato, senza dover piegare l'arte a compromessi per far contento un pubblico che in fondo non é vero che vuole solo azione ed esplosioni, o scene d'amore e di sesso, o risate a crepapelle e humour spiccio. Il pubblico é intelligente, il pubblico capisce, il pubblico si evolve se i film si evolvono, "le parole sono importanti," e diamine lo sono anche i messaggi nei film, dalle commedie idiotiche alla fantascienza estrema.

Vignetta Tim Curry nei panni di Shakespeare

Questa é una mia vecchissima vignetta per un articolo che avevo scritto sulla serie televisiva "William Shakespeare, his Life and Times," con Tim Curry nella parte del Bardo. 
Non so che fine ha fatto l'articolo, era su internet e ora non lo trovo piú... purtroppo non ho neanche piú il file, parliamo di almeno quattro computer fa (tipo 1999), ma sopravvive la vignetta... Almeno quella.


In carne ed ossa si presentava cosí, ed era un gran bello spettacolo.

Thursday, 9 September 2010

Alexander Price (Pet Shop Boys) "Rent"

Questa é la cover di "Rent" dei Pet Shop Boys del mio amico Alex Price. Io ho fatto da assistente alla regia a Jenny Sadler. Esperienza molto divertente, non avevo mai lavorato su un video musicale. Girato in un giorno... il risultato é davvero niente male.



Fallen, lo storyboard

Il prossimo cortometraggio che spero di realizzare molto presto si intitola Fallen. Parla di un uomo che ha toccato il fondo e a cui la sorte, forse beffarda o forse magnanima, tende una mano. Lo storyboard é stato realizzato da Giuseppe Russo, la sceneggiatura é la mia e se tutto andrá secondo i piani dovrei anche dirigerlo oltre a produrlo (sempre come produzione di Uncharted Films).


Of The Essence (Italian Subtitles)

Questo é il mio primo cortometraggio come regista e produttrice, oltre che sceneggiatrice. Il film é basato su una mia poesia "Time" (in Inglese).

















“Time”
(di Francesca Silveri)
  
Calm down precious friend
Don’t run so fast,
I need to rest
And you to last.

Bend your knees
And lie no more,
For thee and I
Have lost our score.

Stay here ancient friend
Let me think,
Just one more day
Before I sink.

Your noiseless movement
Turns the seed into dust
And though I fight you
Thy spell is cast.

Calm down impatient friend
And tell me why you should pretend
To be the Past, the Present
And the uncertain Future
While thy name is Time
And Confusion is mine

le idee si accendono da sole





Oggi giornata intensa di scrittura. Ho iniziato a sviluppare la sceneggiatura sul cuoco "molto speciale." Ho deciso che sará una sceneggiatura per film. Scrivo rigorosamente in Inglese, mi torna piú facile ed essendo una storia ambientata negli USA meglio darle subito l'identitá giusta, specie se penso di poterci mai fare qualcosa con questa nuova creazione

Dato che le idee mi stanno venendo a raffica non mi sono schiodata dal portatile tutto il giorno e ho un gran mal di schiena, anche perché sto scrivendo seduta sul letto. Peró sono felice che l'ispirazione mi abbia trovata e sopratutto meno male che ho tempo da dedicare alla scrittura. Mi era molto mancato questo sano binomio di idee e tempo. Di solito o ho le une o ho l'altro, ma raramente ho entrambi. Quindi mi congedo per tornare alla scrittura, illuminata dalla lampadina accesa delle idee. 

Tuesday, 7 September 2010

Ode alla Nutella

Questi versi sono un'ode alla Nutella
perché é buona e pure bella,
perché quel sapore di nocciola
mi accompagna sin dai primi giorni di scuola.

Sono versi davvero sentiti
e con licenza poetica ti dico che
al solo pensarti spalmata, Nutella mia,
io mi lecco i diti!

Nutella ti adoro,
per me sei grande
sia nel bicchierino da collezione
che nel barattolone gigante.

Nonostante il tempo passi
tu non sei mai cambiata
e per questo tu 
sempre sia lodata.

E perché i peccati di gola
non sono blasfemia
Ave Nutella
e Ave Maria. 

Che sei famosa come una star Hollywoodiana
é cosa assodata e tutt'altro che strana,
hai fatto tanta strada
e non hai bisogno di pubblicitá,
la tua bontá é cosa nota 
sia in paese che in cittá.

Se devi prendere un uomo per la gola:
torta o crêpe alla Nutella e passa parola.
Se un giorno ti senti un po' sconsolata
vai con la Nutella che batte anche alla cioccolata.

Crema spalmabile dalle tante virtú
cosa avrei fatto da bambina
senza di te, i cartoni e la tivvú?
E oggi da adulta ti continuo a scorprire
o crema spalmabile dalle mille funzioni
davvero non smetti mai di stupire.

Che altro dire di te che non si sa giá,
che dai dipendenza, ma cosa non la da?
E se proprio devo farmi di qualcosa
fanc*lo alcol o droga
datemi pure Nutella a iosa.
  
Questi sono versi un po' sbilenchi,
me ne rendo conto, per caritá,
ma col cuore e le papille gustative
ti ringrazio di esistere 
cara Nutella
perché senza di te
avrei qualche chilo in meno
ma non avrei energia per fare
e neanche per pensare.

Grazie Nutella e a chi ti ha inventata!


(Ode alla Nutella di Francesca Silveri)


Monday, 6 September 2010

Il mostro di Frankenstein vs Mary Poppins


Si sa che i bambini hanno una strana fantasia. I loro piccoli cervellini creano mostri che vivono esclusivamente nel buio e credono all'esitenza di personaggi fantastici e incredibili come Babbo Natale, la Befana e l'Uomo Nero (quest'ultimo peró non é necessariamente un mito, non intendo doppi sensi razziali, ma in senso metaforico credo si possa parlare di Uomo Nero nel caso di certi malvagi predatori che ci sono in circolo) per cui non mi é ancora ben chiaro come mai se si fa di tutto per evitare che i bambini vengano traumatizzati da film dell'orrore e di fantascienza (e parlo esclusivamente di immagini posticce, non dei telegiornali, quelli fanno paura anche a me!), alla fine loro si creano lo stesso dei mostri che li perseguitano e li terrorizzano sopratutto prima di andare a dormire. Voglio dire, chi di noi da piccolo non ha mai temuto il mostro che vive sotto il letto?! Da questo ne deduco che noi come razza umana abbiamo necessitá di vivere nel terrore, altrimenti perché inizieremmo sin da piccoli a sospettare l'esistenza di creature brutte e cattive? Allora vorrei capire come mai io da piccola avevo una fifa nera di Mary Poppins mentre per il mostro di Frankenstein provavo un forte senso di empatia. Non mi voglio far analizzare, per caritá! Ma io mi sono letteralmente innamorata del cinema guardando Frankenstein di James Whale, con il mitico Boris Karloff (che é stato e resta per me il motivo per cui la mia passione per il cinema si é svegliata e consolidata), mentre, per bello che sia il film di Mary Poppins, a me lei non me la contava giusta. E a essere onesti, tutt'oggi provo dei forti sospetti nei confronti della tata fatata. Da piccola pensavo fosse una strega cattiva di cui diffidare, una con dei secondi fini. Mentre il mostro di Frankenstein (che non si chiama a sua volta Frankenstein, perché il punto é proprio che non ha un nome!!!) era una vittima, un povero orfano da compatire data la scelleratezza con cui era stato portato alla luce. Insomma, avevo ragione o no da bambina ad avere paura di Mary Poppins?

Londra vs Roma

Vorrei un attimo fare una riflessione su un vecchio detto. Si dice: moglie e buoi dei paesi tuoi. I detti di una volta magari sono pregni di saggezza, ma sono anche datati e al giorno d'oggi non servono piú. O invece si? Questo di moglie e buoi sopratutto non mi é mai tanto andato giu. Innanzitutto mette le donne allo stesso livello dei bovini, e poi da per scontato che a scegliere sia le vacche che le donne siano gli uomini. E le donne che devono fare, obbedire e zitte? Sicuramente una volta era cosí. Oggi sono libere di fare le proprie scelte e accaparrarsi i propri buoi dove trovano i pascoli piú verdi.
       Sono dieci anni che vivo a Londra (dico dieci!), l'Italia mi era sempre andata stretta, il mio modo di pensare e le mie ambizioni proprio non si conciliavano (né si conciliano tutt'ora) con il generale modo di pensare degli Italiani. Voglio dire, una ragazza che suona la batteria in un gruppo Heavy Metal con altri 3 ragazzi, che suona la chitarra elettrica (anche se male) in un gruppo electro-goth e che ascolta per lo piú grunge/punk/metal, non é esattamente la classica ragazza Italiana che gira per le strade. Poi aggiungiamoci che ha tendenze artistiche e tanti sogni per la testa, che ama il cinema come poche altre cose al mondo e vuole diventare sceneggiatrice, che crede ciecamente nell'amicizia tra uomini e donne senza dover passare per le attrazioni sessuali, e che adora le motociclette fino all'esasperazione, proprio no, non é la classica ragazza Italiana che gira per le strade. Certo trovare un ragazzo che non si lasci intimidire dalla mia personalitá non é facile, ma inizio a credere che sono nata sotto una stella che non mi garantisce facili lascia-passare. L'uomo giusto per me é lá fuori e spero di trovarlo prima di compiere 90 anni! Ma torniamo alla moglie e i buoi... In questi dieci anni mi sono sempre detta: meno male che sono fuggita via. Ma io non odio l'Italia, la amo a tal punto da non riuscire a sopportare come la situazione socio-politica stia facendo degenerare il paese. In questi 10 anni ho visto quanto sia peggiorato il mio Bel Paese e sembra che il processo di imbruttimento non si voglia arrestare, anzi, peggiora di giorno in giorno. Per fortuna almeno i luoghi di cultura e bellezza artistica non cambiano, e non c'é volta che osservando il Colosseo o la scalinata di Piazza di Spagna non mi senta immediatamente sollevata. Questa é una cosa che mi accade solo ora che sono stata via per cosí tanto tempo. Quando ancora vivevo a Roma anche le bellezze artistiche non mi sapevano rallegrare da quel malessere mentale che provavo nel sentirmi inscatolata, frenata, e perché no, anche in colpa per avere delle ambizioni.
         Da qualche parte avevo sentito dire che per far realizzare un sogno uno si deve innanzitutto svegliare. Tanto vero! Ed ecco perché sono venuta a Londra, per svegliarmi da quel torpore che tanto mi limitava e mettermi all'opera per realizzare le mie ambizioni.
      In questi 10 anni ho imparato tanto. Il mio Inglese é migliorato al punto da essere come quello di un madrelingua (cosí mi dicono, non mi sto dando arie). Ho fatto tante esperienze, personali e lavorative, che mi hanno fatto crescere come persona (e alla veneranda etá di 36 anni e un po' sarebbe anche ora). Ho avuto tanta libertá di decidere cosa fare della mia vita e finalmente sto iniziando a vedere qualche risultato, la luce alla fine del tunnel. Allora di cosa mi lamento? Beh, non é che mi lamento... ma inizio a capire perché si dica moglie e buoi dei paesi tuoi. C'é come una forza, un filo invisibile che ti lega alla patria natía che non si puó ignorare. Uno puó andare lontano quanto vuole, ma questo cordone ombelicale non viene mai tagliato e prima o poi inizierá a farsi notare. La nostalgia ti prende, c'é poco da fare. E anche se L'Italia va a rotoli, anche se so che se tornassi avrei vita davvero difficile per continuare le mie imprese artistiche, inizio a sentire forte il richiamo delle radici. Staró invecchiando?!?!?

Sunday, 5 September 2010

790 cc

Tempo fa avevo scritto questa poesia dedicata alla mia Triumph Bonneville, che é appunto 790 di cilindrata e mi é stata pubblicata sul sito del mitico Rutger Hauer.
Qua il link http://www.rutgerhauer.org/poets/0110.php



790 cc
© by Francesca Silveri


I ride my shiny horse
Of steel and chrome,
It hums and roars
On the way home.
It puffs, it spats, it chuckles
And when heads turn
I know just what
They want to know.
‘It’s 790’ I say,
They nod and smile
And they fantasise
But she’s all mine.
At every bend and every turn
We dance together
Two as one
Like a centaur of flesh and metal.
Other bikers wave,
We are all family
We are all vulnerable
Yet invulnerable and free.
I ride as I write
Feel the wind in my face
Horse power pulling
Steady and strong.
There’s nothing else like it.
It’s like there’s nothing else.

Dal sito di Neil Gaiman


Facendo le corna che non succeda mai nulla... Quindi toccando ferro e tutti i vari amuleti porta fortuna, o meglio, scaccia jella (come si dice a Roma, usando la J alla Trilussa), Neil Gaiman giustamente suggerisce a tutti gli scrittori e creativi di lasciare scritto nero su bianco sul loro testamento a chi vogliono lasciare i diritti delle proprie opere, onde evitare che ai posteri non arrivi nulla del loro duro lavoro o, peggio, che se ne faccia cattivo uso nel caso in cui i diritti d'autore finiscano nelle mani sbagliate.

Qui il suo articolo http://journal.neilgaiman.com/2006/10/important-and-pass-it-on.html  

Una grattatina é d'obbligo, ma é giusto pensarci.

Il buco col significato intorno

O, una lettera perfetta.
O di ossigeno,
O come espressione di stupore o sgomento, ma anche di disoddisfazione nel vedere il buon esito di qualcosa su cui si é lavorato sodo.
O come richiamo per gli stolti o anche i ditratti.
O come alternativa.
O come il voto piú temuto in pagella, anche se non si usa piú, a meno che non hai un insegnante davvero stronzo.
O che se pronunciato a lungo e in un certo modo ti da tempo di pensare quando sei impantanato in un problema.
O come articolo contratto, molto usato nei tanti gerghi e dialetti Italiani, famoso all'estero per esempio per 'O Sole Mio.
O come errore fatto dai bambini di prima elementare (ma non solo) nello scrivere il possessivo dimenticando l' "H".
O come la O di legno del teatro Elisabettiano resa memorabile dai versi di Enrico V di Shakespeare,
O come forma geometrica perfetta.
O come la ruota, la cui invenzione ha rivoluzionato il mondo.
A queste O e a tutte le altre O del mondo auguro di continuare a stupirci con i loro innumerevoli significati, pur essendo vuote dentro.

La 'Balena'

La coraggiosa Aletti Editore mi ha appena pubblicato un libro di poesie. Linko dal loro sito. Ancora é presto per le recensioni, ma aggiorneró appena ce ne saranno. http://www.paroleinfuga.it/display-text.asp?IDopera=42561


Sul sito IBS si trova anche scontato. Forse non lo dovrei dire, ma lo dico... http://www.ibs.it/libri/silveri+francesca/libri+di+francesca+silveri.html